Chi sono?

Se mi chiedete chi sono, vi rispondo che Elisabetta è un personaggio di un racconto in piena costruzione. Le pagine più recenti del copione della sua vita hanno previsto uno stravolgimento che pochi si sarebbero aspettati ma in cui qualcuno sperava tanto: diventare una sarta e “FARE” moda. 

Sì, perché la moda si fa e lo stile si crea, non si imita. 

Ed in questo blog Elisabetta lo racconterà senza filtri.

Ma chi sperava che Elisabetta si dedicasse alla moda?

Andiamo un po’ indietro nel tempo, ripercorrendo una storia – una storia d’amore.

Siamo nel 1946, in Calabria, in una delle più prestigiose sartorie maschili dell’epoca.

Se sbirci all’interno puoi vedere un sacco di antiche macchine da cucire, quelle che molto spesso custodiscono orgogliosamente in casa le nonne, ed enormi pile di stoffe di qualsiasi tessuto e colore. Se guardi meglio vedrai anche un signore dall’aria severa, con un metro da sarto sulle spalle, intento ad insegnare qualcosa ad una ragazza di nome Maria.

Maria, non aveva ancora idea di quanto fossero preziosi gli insegnamenti che stava apprendendo, ma il suo talento le permise, qualche anno più tardi, di diventare una delle più brave sarte della città.

Questa voce non ci mise molto a passare di casa in casa, perciò ben presto arrivarono ragazze che, a loro volta, volevano imparare da lei. Provenivano da tutti i paesi, anche da quelli più lontani.

Tra tutte quelle che sarebbero diventate le sue allieve, ce n’era una più piccina, con grandi occhi marroni, capelli scuri ed un bellissimo sorriso. Ogni giorno si recava in laboratorio, si posizionava su uno dei lunghissimi tavoli ed ascoltava attentamente. Una mattina, il figlio di Maria, un artista coi ricci scompigliati la notò… e si innamorò di lei a prima vista.

Maria era la mia nonna ed i due ragazzini innamorati, i miei genitori.

Quindi, Elisabetta nasce respirando quest’arte.

Ho deciso di iniziare la mia attività di designer in un periodo molto particolare, in cui la moda ha acquisito sfaccettature controverse. Ma c’è qualcosa di invariato che ci accomuna.

Cosa stiamo cercando tutti?

Evasione. Evasione dalla realtà. Perché indipendentemente dalla situazione, dalle circostanze, dalla politica, dalla pandemia… viaggiare – anche solo stilisticamente – garantisce il sollievo dello spirito.

E se non credete a me, credete ai grandi: Alexander McQueen dice che La moda dovrebbe essere una forma di evasione, non una prigionia.”

Ciò che indossiamo può determinare il nostro umore, di conseguenza le nostre giornate.

Perché non farlo in meglio, soprattutto ai postumi di un periodo storico che ha bisogno di un nuovo inizio?

Se proprio devi vestirti, fallo DAVVERO. Non limitarti a coprirti. Fallo osando con il tuo stile, osando con le proporzioni, osando con i volumi, osando con i tessuti…

Coprirsi ed omologarsi è per chiunque. Avere stile ed essere indimenticabile, senza mezze misure, è per POCHI.

"La moda è molto importante. È una cosa che migliora la vita e, come tutto ciò che dà piacere, vale la pena farlo bene. "

Vivienne Westwood

Se vuoi sapere di più sul personaggio di Elisabetta?

Posso svelarti qualcos’altro sul suo stile: ANDROGINO-GLAMOUR.

Ma a lei non piacciono le definizioni: questo stile è una percezione piuttosto che un’etichetta, è un qualcosa che cambia da persona a persona. Una sorta di specchio la cui immagine è definita dalla persona che si riflette.

È uno “state of mind” al confine tra realtà e fantasia: un mix di gioia, sensualità, eleganza, energia e passione.

Elisabetta è cresciuta guardando i vecchi film italiani, da lì trae ispirazione per rappresentare l’essenza della femminilità ed il carattere delle donne. 

Pensa a Sophia Loren, Monica Bellucci, Anita Ekberg, Monica Vitti… leggerezza e seduzione che si reinterpreta in maniera diversa su ogni altra donna per cui crea uno capo o reinventa lo stile.

 

Se vuoi far realizzare ad Elisabetta un tuo capo, sappi che per Elisabetta anche l’abito più semplice deve essere disegnato in maniera super accurata: ricerca, studio delle proporzioni, della silhouette, dei tessuti… sono per lei elementi imprescindibili.

Il DNA delle sue creazioni è un insieme di opposti, come le anime presenti in ogni individuo, uniti in armonia; i molteplici elementi si miscelano: femminilità e mascolinità – sensualità ed austerità – nero e colori – sacro e profano – semplicità ed eccentricità.

Questa arte è per lei una delle cose più preziose in assoluto, vuole metterla a disposizione degli altri perché convinta che ogni individuo abbia talento, bellezza, intelligenza e un grande potenziale, anche se non può riconoscere immediatamente questi tratti in sé stesso. 

Aiutare qualcuno a trovare queste caratteristiche, migliorare la propria immagine e promuovere il proprio successo, rappresenta anche per lei un grandissimo traguardo.

In fine sappi che il motto di questo personaggio è che senza un passato e senza solide radici sulla tecnica, non può esserci un futuro.

Con lei, i tuoi abiti su misura sono in buone mani.